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30 Settembre 2010 - Chiusura della Base |
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Ny-Ålesund, 30 Settembre 2010Lasciare Ny-Ålesund non è mai una cosa semplice, nonostante la distanza da casa e le condizioni atmosferiche in cui ci troviamo a queste latitudini. Insieme ai ricercatori con cui ho vissuto questo breve, ma intenso periodo di fine campagna, in particolare i colleghi Roberto Udisti e Carlo Barbante, ho condiviso non solo ore di lavoro e di impegno, ma anche molti momenti piacevoli conditi dai soliti inimitabili scenari e paesaggi, ogni giorno diversi grazie al variare costante della luce in questo periodo.  A me è toccato il compito di rimanere per ultimo e terminare i lavori in base rimasti in sospeso, smontare la strumentazione, fare ordine, spedire le ultime casse di materiale in Italia e portare a conclusione un anno che si è rivelato estremamente positivo per la ricerca italiana in Artico. Un ringraziamento va da parte mia a tutte le persone con le quali ho lavorato in questi mesi e condiviso tanti bei momenti, e che hanno contribuito a rivitalizzare sensibilmente la ricerca italiana a Ny-Ålesund. L´impegno è stato notevole, sia dal punto di vista economico che lavorativo.  Lascio la base con tanti bei ricordi e con la consapevolezza che il prossimo anno si ripartirà con molto lavoro ben fatto alle spalle. Un grazie va anche a tutti i ricercatori e agli enti stranieri con cui abbiamo lavorato o che abbiamo ospitato nella nostra stazione di ricerca. Grazie a tutti e al prossimo anno! Emiliano Liberatori |
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18 Settembre 2010 - Verso la fine della campagna 2010: campionamenti nel Kongsfjord |
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 Ny-Ålesund, 18 Settembre 2010 Tornare a Ny-Ålesund dopo dodici anni è stata una bella sensazione. L´ultima volta era alla fine di aprile, con la neve, il sole alto e il fiordo ghiacciato. Adesso, alla fine dell´estate artica (le temperature si aggirano intorno agli 0°), la tundra è completamente scoperta, il sole inizia ad abbassarsi sempre di piú sull´orizzonte e inizia a far buio di notte. Ma l´atmosfera del posto è sempre speciale e vivere, anche se per pochi giorni, nell´insediamento umano piú a nord del mondo da un piacere non facile da descrivere.  Sono andato a Ny-Ålesund per diversi motivi legati al lavoro che il Dipartimento Terra e Ambiente ha realizzato per preparare e realizzare la campagna 2010 e in relazione alle azioni che dovranno essere realizzate per proseguire nel 2011. Tuttavia, a Ny-Ålesund, se ci sono esigenze operative particolari tutti sono tenuti a collaborare, anche se si tratta di attività non proprio corrispondenti alle competenze personali. Ho quindi accettato, molto volentieri, di accompagnare Stefano Aliani che aveva necessità di completare dei campionamenti sulle proprietà fisiche delle acque nel Kongsfjord. Quindi indossate le tute di salvataggio e equipaggiato il gommone, ci siamo diretti verso la parte opposta del fiordo, facendo attenzione ai blocchi di ghiaccio galleggianti, e in particolare a quelli "poco" affioranti.  Anche in questo caso la natura artica non tradisce le aspettative. Il ghiaccio "scaricato" in mare dalle lingue glaciali da origine a piccoli iceberg dalle sfumature azzurrine. I blocchi di ghiaccio piú piccoli tendono a riaggregarsi in ammassi compatti simili a piccole isole. Sulla superficie del mare si inizia a formare un sottile strato di ghiaccio. Naturalmente tutti questi processi sono guidati dal vento e dalla corrente, oltre che dalla temperatura, e possono subire evoluzioni diverse da un giorno all´altro. Dopo avere eseguito buona parte dei campionamenti programmati, abbiamo dovuto rinunciare ad avvicinarci alla costa a causa della notevole quantità di ghiaccio che non lasciava al gommone la possibilità di spingersi oltre. In questi casi bisogna inoltre essere sempre sicuri di avere una via aperta per poter rientrare. Il ritorno in "città" è avvenuto senza problemi, grazie anche alla perizia di Stefano, un vero marinaio polare. Come inizio delle attività a Ny-Ålesund non avrei potuto sperare di meglio. Ruggero Casacchia
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16 Settembre 2010 - 50 Giorni passati alle Svalbard |
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Ny-Ålesund, 16 Settembre 2010 Pensavo che dopo 50 giorni passati nelle isole Svalbard a 3500 chilometri da casa, in un posto che tutti immaginano come lontano, freddo e inospitale, non avrei visto l'ora di mettere il piede nel predellino dell´aereo che mi avrebbe riportato a casa. Invece la nostalgia di questo posto meraviglioso è iniziata già prima di partire.  Purtroppo sto scrivendo questo testo da Legnaro in provincia di Padova, dove ho l´ufficio e il laboratorio dove analizzeró una parte dei campioni di aerosol raccolti, a turno, da tutti i ricercatori, che si sono avvicendati nell´accudire i vari campionatori da marzo a settembre.  Ricercatori che a loro volta dovranno analizzare nei loro laboratori un gran numero di campioni. Negli occhi ho ancora i panorami che per quasi due mesi sono stati una 'cosa normale', visti dall´alto fanno un grande effetto ma dopo esserci stato realmente anche di piú.  Grazie a Roberto che mi ha aiutato moltissimo nel affrontare nel migliore dei modi questa avventura, e per la sua amicizia, ma anche a Paola, Stefano, Angelo, Leonardo, Federico e tutti gli altri che si sono alternati per le loro richerche in questo periodo. Un grazie anche a Wojtek, del Norwegian Polar Institute, che ho ribatezzato ' il vichingo', che mi ha fatto passare un mezz'ora indimenticabile, in barca, correndo dietro a una balena ( minke whale) che a piú riprese è emersa a prendere aria. Daniele Ceccato |
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15 Settembre 2010 - XXXIII NySMAC (Ny-Ã…lesund Science Managers Committee) |
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Ny-Ålesund, 15 Settembre 2010Oggi si sono conclusi i lavori del 33° NySMAC (Ny-Ålesund Science Managers Committee). Il comitato è nato nel 1994 per poter coordinare meglio le attività di ricerca a Ny-Ålesund ottimizzando risorse e favorendo collaborazioni tra i diversi paesi ed istituzioni rappresentate. In circa 17 anni il NySmac è cresciuto cosí come è cresciuta Ny-Ålesund ed ora sono rappresentate quasi 20 diverse istituzioni di ricerca in rappresentanza di 11 paesi.  La sua missione si è sicuramente complicata, visto che si è passati da pochi paesi europei rappresentati ad un vero e proprio comitato internazionale dove spiccano le presenze di Cina, Corea, India e Giappone. Il coinvolgimento di queste grandi nazioni asiatiche la dice lunga sul nuovo interesse che suscita l´Artico a livello mondiale e come la ricerca in questi luoghi sia diventata fondamentale sia a livello scientifico che socio-politico. L´Italia è rappresentata dal Dott. Vito Vitale dell´ CNR-ISAC di Bologna mentre il sottoscritto partecipa alle riunioni in qualità di responsabile della Base Dirigibile Italia. Per quanto mi rigurda è stato molto interessante, dopo quasi 6 anni di assenza da queste riunioni, verificare come ci sia stata una trasformazione ed un deciso innalzamento del livello generale delle attività, anche se rimangono ancora da affrontare molti problemi legati alle enormi potenzialità di questa base internazionale ed opportunità non ancora sfruttate al meglio. Roberto Sparapani |
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13 Settembre 2010 - Correnti marine e flussi verticali di materiale particellato |
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Ny-Ålesund, 13 Settembre 2010Insieme a Stefano Aliani, il capo del nostro progetto di ricerca, abbiamo raggiunto i nostri amici e colleghi di Bologna (Fabrizio, Stefano e Federico) arrivati alla Base Dirigibile Italia una settimana prima di noi ( post del 31 agosto). I profili batimetrici e sismici ad alta risoluzione che hanno acquisito nella zona piú interna del Kongsfjorden ci hanno aiutato a scegliere il sito ottimale per posizionare un ancoraggio (mooring, in inglese) dotato di sensori che registrano dati oceanografici su diversi livelli nella colonna d´acqua. Temperatura dell´acqua, direzione e velocità delle correnti marine, e flussi verticali di materiale particellato verranno acquisiti in automatico per un intero anno. Lo scopo è di verificare quali effetti ha prodotto e produrrà il cambiamento climatico nel delicato equilibrio tra l´acqua superficiale relativamente dolce per lo scioglimento dei ghiacciai in forte arretramento, l´acqua piú calda in entrata nel fiordo a profondità intermedia, residuo piú settentrionale della Corrente del Golfo, e quella densa di fondo che si produce durante l´inverno artico. Il mooring, messo a mare il 9 settembre, è stato denominato MDI_2010 (Mooring Dirigibile Italia) con l´augurio che questa postazione possa acquisire nel tempo una lunga serie temporale di dati, di riferimento anche per altri colleghi italiani e stranieri presenti a Ny-Ålesund, e costituire nodo di un network di stazioni oceanografiche sparse intorno alle isole Svalbard. Nonostante sia un veterano di spedizioni in ambienti polari con nove campagne nel Mare di Ross (Antartide), e una sulla scarpata continentale di fronte allo Storfjorden (Svalbard), la permanenza a Ny-Ålesund mi ha emozionato: per la bellezza dei luoghi e per la cordialità delle persone provenienti da tante nazioni diverse, che lavorano per il proprio progetto di ricerca ma pronte a darsi una mano quando ce n´è bisogno. Ho un solo grande rammarico: è stata troppo breve! Conto di rifarmi il prossimo anno. Un Grazie a Roberto Sparapani per aver reso realizzabile qualsiasi tipo di attività che gli abbiamo proposto. Leonardo Langone |
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