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4 Maggio 2012 - Trincee, campionamenti ed indagini nivologiche |
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Ny-Ålesund, 4 Maggio 2012 Dopo un lungo ma piacevole viaggio d´andata da Venezia a Ny-Ålesund, la prima cosa che ti fa capire che sei arrivato in posto particolare è il cartello alla reception che ti invita caldamente a non usare telefoni cellulari e sistemi wi-fi. Tuttavia, tralasciando queste piccole differenze, durante questi venti giorni di missione trascorsi abbiamo svolto numerose attività di campo riconfermando e rilanciando l´attività svolta l´anno scorso nello Spitsbergen (la più estesa delle isole dell´arcipelago delle Svalbard).  Holthedal-Fonna, Kongsvegen, Midre Lovénbreen e Austre Brøggerbreen sono i ghiacciai presi di mira, dove numerose trincee, campionamenti ed indagini nivologiche sono state effettuate per raccogliere dati alla fine di studiare e capire l´abbondanza e la composizioni delle deposizioni atmosferiche durante l´ultimo anno e le evoluzioni che questi ghiacciai stanno subendo. Non di secondo piano sono i paesaggi senza tempo che si possono ammirare durante il tragitto in motoslitta per raggiungere questi siti di campionamento, a partire dalle immense distese bianche e piatte di neve, passando per il contrasto fra il blu vivo del ghiaccio affiorante e le scure rocce che lo circondano e per poi finire nel mezzo di montagne consumate dal lento scorrere dei ghiacci.  Benché la terra sia quasi completamente coperta da un spesso manto di neve e ghiaccio non si finisce mai di stupirsi quando una piccolo gruppo di renne ti si muove accanto, probabilmente alla ricerca di un pezzo di terra con qualcosa da mangiare che emerga da questa distesa bianca. Tuttavia tornado al lavoro un´importante attività è stata svolta alla sommità del ghiacciaio dell´Holtedhal-Fonna ad una quota di 1200 m dove le temperature e le condizioni meteo erano ben diverse da quelle previste per Ny-Ålesund. Anche se con particolari complicazioni (vedi carotiere bloccato a 10 metri di profondità e successiva missione di recupero), alla fine si è riusciti a recuperare una carota di ghiaccio di 10 metri, che, grazie anche all´aiuto dei colleghi norvegesi, si pensa possa coprire circa una decina di anni.  Il lavoro in campo ormai è pressoché finito e ci si appresta a preparare tutto il materiale per la spedizione verso l´Italia e a discutere dei primi dati ottenuti in attesa che il tempo migliori per svolgere le ultime attività all´esterno. Comunque sia, credo che la cosa più strana nel venire qui a Ny-Ålesund è che le giornate non finiscono mai, la luce del sole che non ti lascia mai e ti segue per tutte le 24 ore rendendo il giorno e la notte solo due parole nella testa. Andrea Spolaor |
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20 Gennaio 2012 - Recupero del payload dopo 2000 km |
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Ny-Ålesund, 20 Gennaio 2012 Da Longyearbyen seguiamo la continuazione del volo. Evidentemente il vortice polare invernale quest´anno è già finito, perché il pallone si sposta sempre più a sud e una volta illuminato dal sole, scaldandosi, poi si raffredda diminuendo la sua quota a 22 km. Siamo costretti a terminare il volo: dopo 21 ore, quando la latitudine è ormai di soli 57 gradi e sorvoliamo il mar baltico, inviamo il comando di terminazione, che taglia il cavo che separa il paracadute e il payload dal pallone. Seguiamo con apprensione la discesa dello strumento, che si posa infine nella campagna dell´isola di Gotland vicino alla casa di un cugino del lanciatore che avvertiamo, fornendogli le coordinate trasmesse continuamente dal payload. Il payload viene cosí recuperato intatto, dopo un viaggio di più di 2000 km in balia del vento stratosferico. Tutto questo ci appare talmente improbabile da rasentare il surreale, ma è reale. Abbiamo imparato parecchio da questa missione. Dal punto di vista tecnologico, abbiamo potuto validare una scelta progettuale che ci permetterà di produrre in modo relativamente economico una piccola serie di payload di questo tipo, capaci non solo di comunicare la posizione, ma anche di ricevere comandi, ovunque si trovino nel mondo ed in condizioni ambientali assolutamente estreme. Dal punto di vista del nostro programma scientifico, dobbiamo usare questi payload per monitorare con maggiore sistematicità, e iniziando fin da Dicembre, il vortice polare. Quindi arrivederci a presto alle Svalbard! Paolo de Bernardis, Silvia Masi & Giorgio Amico |
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19 Gennaio 2011 - Secondo lancio: oltre la tropopausa |
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Ny-Ålesund, 19 Gennaio 2012 L´unica cosa che possiamo fare è calibrare velocemente il secondo payload e lanciarlo alla prima opportunità. Si lavora senza riposo e il 19/1 ecco il secondo lancio, di nuovo perfetto, di nuovo il payload lavora in modo eccellente. Teniamo il fiato sospeso quando attraversa la tropopausa, ma arriva senza intoppi a 30 km di quota, dove si stabilizza e galleggia iniziando il suo viaggio stratosferico, spinto da venti fino a 130 km/h. La temperatura esterna è di -80C ma i sistemi di bordo continuano a funzionare perfettamente.
Per noi questo è il risultato più importante: vuol dire che abbiamo fatto le scelte giuste per i sottosistemi e soprattutto nella progettazione termo-meccanica del sistema. Iniziamo ad impacchettare tutto perché domani siamo in partenza.
Qui abbiamo trovato, come sempre, eccellente supporto tecnico e logistico, simpatia e calore. Una realtà, questa della base Dirigibile Italia e delle persone che la gestiscono, che ci rimane nel cuore. Paolo de Bernardis, Silvia Masi & Giorgio Amico |
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17 Gennaio 2012 - Primo lancio |
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Ny-Ålesund, 17 Gennaio 2012 Oggi, con l´aiuto dei colleghi del CNR e di altri volontari, siamo riusciti a lanciare il pallone in condizioni ideali di calma di vento. L´entusiasmo per l´evento, che ha richiamato praticamente tutta la popolazione di Ny-Ålesund presso il campo sportivo, dura poco. Il payload lavora perfettamente e ci invia continuamente posizione, quota, temperatura esterna ed una serie di parametri strumentali. Ma arrivato a 16 km di quota inizia a scendere, andandosi a posare circa 100 km ad est di qui. Da dove continua imperterrito a trasmettere coordinate e parametri. È evidente che si è rotto il pallone, crediamo a causa di una sfortunata combinazione di bassissima temperatura (-80C) e forte gradiente verticale di vento (shear wind). Paolo de Bernardis, Silvia Masi & Giorgio Amico |
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16 Gennaio 2012 - L'esperimento prende forma |
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Ny-Ålesund, 16 Gennaio 2012 I giorni passano e ogni giorno vede un progresso significativo in tutti i sottosistemi del payload e di navigazione. Paolo si occupa dell´hardware, del software e dell´elettronica di bordo, Silvia e Giorgio della parte termica, meccanica e di vuoto, Steven dei sistemi di volo. Il tempo passa velocemente e l´esperimento prende forma. Si passa alla fase di calibrazione, che richiede diversi test all´esterno per colloquiare con i satelliti iridium ed un test presso lo Zeppelin Observatory per calibrare i sensori di quota. Alla fine il primo sistema è flight-ready dopo una settimana dall´arrivo. A questo punto, mentre si prepara il secondo sistema, si attendono le condizioni meteo di basso vento al suolo, assenza di copertura nuvolosa e di neve, che sono necessarie per gonfiare il pallone e lanciarlo.
Giorgio Amico |
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